Capitolo dieci – La verità
Tutto attorno a me era confuso, offuscato e sembrava girare, quando invece i banchi della mia classe erano tutti al loro posto.
Mi sentivo persa, barcollante nel buio e disorientata.
Era tutto provocato da una strana sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante, come se qualcuno mi avesse fatto perdere il ‘filo del discorso’.
Mi appoggiai bene alla sedia vicino a me per non cadere nuovamente per terra e notai un’ altra piccola stranezza: non era più in bagno. Ciò voleva dire che qualcuno mi aveva portato in classe. Di sicuro era Marco.
Un flash mi attraversò la mente: Marco che mi diceva che non potevamo più vederci, l’ urlo nella mia testa, le lacrime calde che rigavano il suo viso…
Alzai la testa di scatto e incrociai lo sguardo di Marco.
Ora mi era tutto chiaro; capii che in qualche modo, da ieri sera a questa mattina, avevo completamente dimenticato quello successo negli ultimi due giorni. Ma una domanda mi ronzava in testa: perché?
‘Denny!’
La voce stridula si Federica mi riportò al presente e quando girai la testa per guardarla, notò nel mio sguardo un qualcosa di confuso e quindi mi chiese che cosa aveveìo e perché ero stata male.
‘Niente… forse è stato il pollo di ieri’, le risposi sorridente.
Il pollo non c’ entrava nulla, forse il mio fisico stava provando a segnalarmi che qualcosa non andava.
Tutto infondo quadrava, ma la risposta no.
All’ ultimo squillo della campanella mi preparai a parlare con Marco per chiarire e respirai profondamente, prima di avvicinarmi.
Ripensai per la millesima volta a quello che dovevo dire e feci un passo avanti verso di lui.
Il cuore cominciò a pompare più sangue del previsto, facendomi arrossire all’ improvviso e le mani mi sudarono come non mai.
Deglutii rumorosamente e con un altro passo annullai quei pochi centimetri che mi dividevano da lui.
‘Ehm… ti devo parlare’.
Non ero stata io a pronunciare quelle parole, ne ero certa.
Infatti era Marco, che si stava rivolgendo a me, fissandomi negli occhi.
‘Oh, eh..’
Che idiota.
Mi misi una mano sulla fronte e sorrisi, imbarazzatissima.
‘Possiamo uscire?’
‘Certo…’
Anche lui sembrava parecchio agitato, ma non lo dava a vedere quanto me.
Quando si girò, i suoi occhi erano accesi dalla felicità, ma con una strana malinconia.
Si avvicinò lentamente e poi successe tutto così in fretta che non ebbi nemmeno il tempo di rendermi conto di ciò che stava succedendo.
Marco mi stava abbracciando, sfiorandomi i capelli con un tocco segoso, come per tranquillizzarmi.
Chiusi gli occhi per inspirare il suo profumo: sapeva di fresco… avrei voluto racchiudere il suo odore in un barattolo per poi sentirlo quando volevo.
Socchiusi le labbra per aspirarlo ancora più forte, ma lui si allontanò, impedendomelo.
Riaprendo gli occhi sentii gli sghignazzi dei miei amici e capii il perché solo dopo qualche secondo. Marco e io eravamo sotto la pioggia, in mezzo alla strada.
‘Oddio! Rientriamo! Presto!’
Marco sghignazzò e prendendomi per la mano mi accompagnò all’ ultima ora scolastica.
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Grazie di aver letto...spero che vi sia piaciuto...
Comunque credo che vi faccia piacere sapere che d' ora in poi sarà tutto mooolto più tranquillo xD^^